Buongiorno Loveglancer! Come procede il vostro weekend?

Alla redazione di Loveglance stanno arrivando davvero tante storie! Non smettete di scriverci e raccontarci i vostri incontri metropolitani!

Paola ci ha scritto una storia..da favola!

Buona lettura e buona domenica!

“Aeroporto di Charles de Gaulle, 9.25 di sera. Di rientro da una fiera avevo i piedi che imploravano pietà, le gambe affaticate, mi sentivo stremata. Avete presente quando vi sembra che tutte le rughe, tutti i difetti, le occhiaie vengano evidenziati per la stanchezza di una giornata intensa e stancante? Ecco esattamente peggio di così!

E a pensare che ancora ci avrei messo almeno 3 ore prima di stendermi sul mio letto mi veniva lo sconforto.

Aeroporto di Charles de Gaulle

Aeroporto di Charles de Gaulle

Mi sedetti nell’attesa dell’aereo in ritardo. Aprii il libro che avevo in borsa e cominciai a leggere con gli occhi che bruciavano e le palpebre pesanti. Pagine lette in un mese: 35. Per qualche motivo ero alla pagina 35 da un paio di settimane: leggevo senza concentrazione, mescolavo le parole senza capirne il significato, pensavo a tutt’altro ogni volta che avevo un qualunque libro fra le mani.

Decisi che, anche quella sera, non ero abbastanza sveglia per leggere e richiusi velocemente il libro con un movimento secco e deciso tanto che il libro mi scivolò dalle mani e cadde sul pavimento facendo rumore.

Rimasi imbambolata per qualche secondo a guardare il volume a terra prima di chinarmi per raccoglierlo, esattamente nel preciso istante in cui la persona seduta di fianco a me fece lo stesso.

AHI! Ci demmo una testata e nessuno dei due arrivò a raccogliere il libro: alzai la testa e incrociai gli occhi scuri e profondi dell’uomo seduto a pochi centimetri da me. Come avevo fatto a non vederlo? Come avevo potuto non notarlo? Nelle ultime settimane avevo vissuto senza mai guardarmi intorno. Quei mesi erano stati davvero impegnativi perché avevo voluto concentrarmi particolarmente sul lavoro.

Ero uscita recentemente da quella che allora definivo tranquillamente “la storia della mia vita” lasciando l’uomo che pensavo sarebbe diventato mio marito e con il quale avrei volentieri costruito una famiglia dopo aver scoperto un suo reiterato tradimento con una collega d’ufficio.

Per questo motivo qualunque cosa, in quei mesi, mi costava fatica, qualunque momento era triste e vuoto, qualunque persona mi sembrava non bastasse.

E anche quella sera non avevo notato l’uomo da copertina di “men’s health” che sedeva di fianco a me. Occhi profondi, pelle olivastra, barba incolta e capelli scuri e folti, tipico aspetto mediterraneo.

Wow! Pensai nella mia testa continuando a fissarlo senza aprire bocca. Quanto dovetti sembrare stupida in quel momento non riesco a immaginarlo!

Lui accennò un sorriso “Scusami!”

No “scusami tu” risposi. “anzi grazie per avermi preso il libro. Cioè per aver cercato di prendere il libro. Insomma. Grazie.” Oddio cosa stavo dicendo? Farfugliavo!

Lui sorrise, in modo così naturale, così accattivante. Incominciammo a parlare, dapprima del libro (l’aveva letto anche lui) ma essendo arrivata alla pagina 35 l’argomento, come potete immaginare, dovette subito cambiare.

Di colpo mi passò la stanchezza, mi sentivo ancora brutta ovviamente, ma parlare con quell’uomo mi diede una qualche energia per risvegliarmi dal mio torpore. Parlammo senza interruzione fino all’imbarco e chiedemmo di scambiare i posti con altre persone che viaggiavano sole in modo da sederci uno vicino all’altra. Anche sull’aereo non smettemmo un secondo di raccontarci qualunque cosa. Parlavamo senza alcun tipo di freni, era come se entrambi sentissimo la tranquillità e la voglia di conoscerci.

Il volo durò pochissimo. Atterrati a Milano Malpensa scendemmo, ognuno con il proprio bagaglio. Sulle porte di uscita eravamo uno di fronte all’altro, continuammo a parlare per altre 2 ore; è assurdo lo so, ero stanca, sentivo di aver bisogno di dormire, eppure non volevo andarmene.

A un certo punto mi sembrò il momento di andare: non volevo rischiare di addormentarmi in macchina tornando a casa. Ci salutammo. Lui mi guardò negli occhi “Spero di rivederti presto” mi disse prendendomi la mano e consegnandomi un pezzo di carta poi mi baciò sulla guancia e si incamminò verso la propria automobile. Aprii la mano, il suo biglietto da visita.

Arrivai a casa tardissimo e mi infilai sotto le coperte continuando a pensare al mio rientro da Parigi. Avrei contattato quell’uomo immediatamente se avessi seguito l’istinto ma chiusi gli occhi e mi addormentai. Sognai quello che era successo. La mattina dopo mi svegliai poco riposata e con un’immensa voglia di chiamare l’uomo che avevo appena conosciuto…”

Eh già loveglancer, vi tocca aspettare la prossima settimana per conoscere il seguito! Ormai le storie sono così affascinanti e lunghe che dobbiamo raccontarle in più puntate! Non smettete di seguirci!

E soprattuto..continuate a mandarci tutti i vostri racconti a loveglance@cityglance.it