La stavate aspettando? Finalmente la continuazione della storia che vi abbiamo incominciato a raccontare la scorsa domenica.

Buona lettura (love)Glancers!

“A Gennaio, ripresa la scuola dopo il break natalizio, ricominciarono i miei appostamenti … su e giù dalla metro, ogni giorno cercavo di salire sullo stesso vagone e di prendere la stessa corsa del bus di F.; dal momento che a scuola non avevamo grandi occasioni di incontrarci tutti gli sguardi furtivi e gli incontri “casuali” dovevano per forza avvenire sui cari vecchi mezzi ATM!

E cosi passarono i mesi, senza quasi mai dirci una parola, solo sguardi e sorrisi. In rare occasioni riuscii a intavolare con lui quello che poteva essere un remoto esempio di discorso, con la voce tremula e il cuore impazzito: come quella volta che lo invitai a fare la strada con me sotto l’ombrello perché diluviava o quando, fingendo di essere stata accompagnata in auto da mio padre, lo aspettai alla sua fermata della metro per fare la strada insieme.
Il più delle volte i pretesti per parlargli erano talmente idioti che avevo la certezza che mai e poi mai mi avrebbe preso in considerazione, nemmeno per essermi soltanto amico.

Pagina del diario

Pagina del diario

Il tempo passava troppo in fretta. Un giorno superai davvero il limite e decisi che era venuto il momento di parlargli. Era ormai giugno, la scuola stava per finire e, di lì a poco, non avrei più avuto la possibilità di fargli capire quello che provavo per lui: dovevo assolutamente capire se avevo almeno una possibilità.

Cosi, a seguito dell’ennesima figuraccia (di cui vi risparmio i particolari) lo fermai ancora una volta in metropolitana e gli dissi tutto d’un fiato che sapevo di essere una ragazzina che stava facendo un sacco di pessime figure ma che lui mi piaceva, e molto anche! E anche se ero consapevole del fatto che probabilmente le cose non sarebbero cambiate da lì a breve sentivo il bisogno che lui lo sapesse.

Con mio grande stupore non scappò..Anzi mi sorrise, mi accarezzò la guancia senza parlare e fece il resto del tragitto con me fino all’ingresso della scuola. Restammo entrambi in silenzio.

Poi, come se fosse la cosa più normale del mondo, si girò verso di me, mi guardò fissa negli occhi e mi disse una cosa che non dimenticherò mai: “Sai, tu sei l’unica ragazza con cui parlo. Con te sto bene, con le altre non riesco a parlare.”

Salii in classe felice e triste. Ci avevo messo un intero anno per riuscire ad ottenere le sue attenzioni e adesso l’estate ci avrebbe di nuovo separati…”

Che dite Glancers? Sarà la fine della nostra storia? Oppure soltanto l’inizio…?

Continuate a seguirci ogni domenica per scoprirlo!

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