In questi giorni il Sole 24 Ore si è concentrato su quelli che vorrebbero essere i social network del futuro, scrivendo delle esperienze made in Italy e dei casi dei giovani imprenditori italiani che hanno deciso di scommettere sul proprio futuro e su quello del nostro Paese, sfruttando le mutate esigenze di comunicazione e di “social life”.

Ma quali sono le nuove piattaforme e su cosa puntano per il successo?

Le comunità incominciano a diversificare il proprio consumo digitale e ad esprimere esigenze che aprono le strade per il “dopo Facebook”. Instant messaging, app geolocalizzate e piattaforme fotografiche iniziano a spopolare e riempire i vuoti di esigenza comunicativa e di condivisione lasciati dall’attuale indiscusso leader del settore, Facebook.

Negli ultimi tempi, gli utenti sembrano diversificare le piattaforme social con cui interagiscono. Nonostante Facebook sia ancora il social network per eccellenza, stanno facendo capolino nuove realtà che non sfidano i grandi colossi ma offrono risposta ad altre e diverse necessità degli utenti. Le sfide si giocano ora e si giocheranno nel prossimo futuro sulla mobilità, sulla geolocalizzazione e sulla necessità di legare comunità di persone accomunate dagli stessi interessi, le comunità verticali.

Cityglance, tra le start up made in Italy, si presenta come il social network dei mezzi pubblici, puntando non solo alla geolocalizzazione ma anche alla gamification mobile in app. La nostra start up, viene evidenziato nei differenti articoli, ha avuto come punto di forza proprio gli stessi utenti. Sono infatti più di 7000 i nostri “glancers” che hanno permesso di testare l’algoritmo alla base di Cityglance e hanno contribuito al suo miglioramento con consigli, suggerimenti e segnalazioni.

Ma in Italia ci sono tanti altri esempi di start up digitali che hanno come obiettivo la diversificazione e la differenziazione della navigazione, in base ai bisogni degli utenti: dal social eating alla cura degli animali domestici, dalla condivisione del lavoro a maglia alla condivisione dei viaggi.

Cosa sarà nel “dopo Facebook” non è ipotizzabile: c’è chi parla dell’affermarsi di un unico social network che racchiuderà più funzionalità e soddisferà tutte le necessità degli utenti e c’è chi, invece, pronostica uno scenario altamente frammentato con tanti social, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari.

Certo è che si stanno ora affacciando tante differenti realtà, accomunate dalla spinta all’innovazione e dalla passione dei giovani imprenditori che stanno sfruttando l’evoluzione dello scenario esistente per proporre soluzioni innovative e intelligenti di risposta a bisogni estremamente attuali.


Per saperne di più: 

C’è vita dopo Facebook: l’ondata dei nuovi social network punta su mobilità e comunità di interessi (il Sole 24 Ore, 11 Febbraio 2014),

Tra piattaforme e community (Nòva, 11 Febbraio 2014).