Buona domenica Glancers! Anche questa settimana siamo pronti con una nuova storia scritta da voi e per voi!

Continuate a mandarci i vostri racconti a loveglance@cityglance.it. Ci stiamo sempre più appassionando alle vostre storie metropolitane!

“Due settimane fa ho preso la metro, qualcosa che faccio di consueto e in modo noiosamente metodico: so che per non arrivare in ritardo al lavoro devo scendere le scale della fermata di Porta Romana alle 8.24, cosa che mi permette di salire sulla metro che passa alle 8.29. Quel giorno, però, non trovavo il mio abbonamento, mi fermai per cercare in tutti gli angoli della borsa, scomparso. Non potevo permettermi di perdere troppo tempo, avevo una riunione importante quella mattina (ovviamente) così mi affrettai verso l’edicola per comprare un biglietto. In pochi secondi mi stavo già precipitando giù per le scale mobili, sentii l’annuncio della fermata e mi accorsi che la metro delle 8.29 stava già per ripartire. Niente da fare: la folla che mi ostacolava il passaggio e la velocità con cui la metro chiuse le porte mi impedirono di salire.

La giornata stava iniziando MALISSIMO! Alzai la testa per verificare l’arrivo della metro successiva: 7,5 minuti di attesa: come era possibile?
Di male in peggio pensai; 7,5 minuti significava ritardo sicuro. Non avrei nemmeno avuto il tempo di un caffè arrivata in ufficio. Svogliatamente e molto infastidita tirai fuori il telefono dalla borsa (per fortuna non avevo dimenticato anche quello!) e verificai che non ci fossero problemi sulla tratta. Niente annunci, nessun post nemmeno in Cityglance (l’avevo scaricato solo da un paio di giorni ma già avevo inserito la mia tratta per il lavoro). Decisi allora di non alterarmi ulteriormente, riposi il telefono in borsa e attesi pazientemente la metro.

Arrivata la metro feci molta fatica a salire a bordo, la calca delle persone che si era affollata sulla banchina nei minuti di attesa rifletteva il mio umore scocciato; sbuffi e lamenti serpeggiavano tra le persone. Fortunatamente due fermate dopo la maggior parte delle persone scese e io riuscii ad aggiudicarmi un posto seduta. Mi sedetti e alzai la testa.
In quell’attimo lo vidi, incrociai i suoi occhi blu per un istante; mi sentii a disagio e, arrossendo, distolsi immediatamente lo sguardo. Pochi secondi dopo lui non aveva smesso di fissarmi (probabilmente era assorto nei suoi pensieri e non si era accorto di essersi fissato su di me..mi dissi). Così presi il cellulare e feci finta di essere impegnata a scrivere o giocare o insomma qualcosa! Volevo evitare di fissarlo di nuovo..
(Ripensandoci tutto è successo nel tempo di poche fermate eppure sembravano passare le ore).

A un certo punto lui si alzò e venne verso di me (ebbi un sussulto). In realtà stava semplicemente andando verso la porta. O no stava per scendere! E probabilmente non l’avrei mai più rivisto. Lo guardai con insistenza. Niente. Nessuno dei due disse nulla. Scese.
Come d’istinto tirai fuori il telefono, entrai in Cityglance. Volevo ritrovarlo. Non era tra le persone sulla mia tratta; effettuai la ricerca per tratti somatici (oddio difficile ricordare i singoli tratti somatici) e spensi il telefono, sperando.

Ricercando l'uomo misterioso..

Ricercando l’uomo misterioso..


Quella mattina arrivai al lavoro con le gambe molli e con un unico pensiero in testa. Come avrei fatto a ritrovare l’uomo misterioso?”

Come farà L. a ritrovare l’uomo misterioso? Ci sarà riuscita secondo voi?
Scriveteci Glancers! Le storie che arrivano sono sempre più interessanti!