Buona domenica Glancers!

Dove eravamo rimasti la scorsa settimana? Vi ricordate del misterioso “uomo del treno”? Loveglance oggi ci racconta il seguito.

Buona lettura!

“I giorni passavano e l’uomo misterioso era sempre nei miei pensieri, riempiva le mie giornate, ogni tanto lo sognavo. Niente.

Una sera stavo bevendo un drink in centro con un’amica, era passato quasi un anno da quel primo incontro con l’uomo misterioso, se così si può chiamare.

I nostri discorsi ben presto si fissarono sull’uomo del treno. Mentre le raccontavo di quella che ormai era diventata la mia ossessione, la mia amica mi guardò negli occhi e mi disse: “la vita è breve, datti una mossa”. “Che cosa hai da perdere?”. Pensai: “niente, tranne la mia dignità”.

A dire il vero aveva ragione, e lo sapevo nel profondo del mio cuore. Così decisi di scrivere al mio sogno una “proposta”. Ci misi parecchio a trovare il tono giusto. Poi mi buttai. “Semel in anno licet insanire. Oggi è il mio compleanno, e vorrei invitarti per un drink.”

Scrissi il mio indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono sarebbe stato troppo pressante.

Così mi preparai per dargli la lettera, era un mercoledì. Avevo pensato ad una strategia: avrei aspettato fino a quando non fossimo stati in stazione e poi gli avrei dato il mio biglietto.

Ma quando arrivò il momento, mi bloccai. L’uomo del treno era immerso nella lettura, non riuscivo a trovare il coraggio di distoglierlo dal suo sogno a occhi aperti. Improvvisamente quello che stavo per fare mi sembrò ridicolo..

Ripensandoci quella sera mi diedi della stupida, avevo sprecato l’occasione e ora rimpiangevo di non averlo fatto.

Basta, avrei dovuto farlo. Non aveva senso rimanere in questo limbo straziante senza fare nulla.

Il venerdì le condizioni erano propizie. Trovai un posto vicino all’uomo del treno, avrei avuto davanti l’intero weekend per ripensare alla figuraccia e guarire le mie ferite se lui mi avesse ignorata o addirittura respinta.

Tremavo, il mio cuore impazzì quando il treno annunciò la stazione di Saronno. Camminai verso di lui e gli porsi la nota. “Mi scusi, posso darle questo?”, piagnucolai con il fiato che mi mancava. L’uomo del treno si stava soffiando il naso. Non mi aveva sentita.

Il resto dei passeggeri, però, mi sentì. In quell’esatto momento sentii tutti gli occhi della carrozza puntati su di me. Era come se tutti avessero intuito la mia figuraccia imminente e avessero interrotto quello che stavano facendo per godersi la scena.

Ripetei: “Posso darle questo?”. I nostri compagni pendolari guardavano incuriositi. “Si, certo”. Mi disse in modo perplesso. Si infilò il biglietto in tasca e io scappai attraversando tutte le carrozze fino alla fine del treno.

Mi tenne in attesa tutto il giorno seguente, prima di scrivermi per e-mail il suo rifiuto. Era fidanzato, mi ringraziava ma non poteva accettare il mio invito. Mi augurava comunque un buon compleanno.

Come avevo potuto essere così presuntuosa e arrogante da pensare che potesse voler uscire con me?

Ero distrutta.

Quel fine settimana mi consolai nel cibo. Non avevo fatto nulla di male, continuavo a ripetermi. Ma temevo il lunedì, giorno in cui l’avrei rivisto.

Nonostante ciò decisi di non cambiare la carrozza. Cercai di sembrare disinvolta, quando lo vidi, ma ero imbarazzata e nervosa.

Provai a togliermelo dalla mente, era come un chiodo fisso. Passarono i mesi, l’uomo del treno era sempre nella mia mente, sempre sulla mia stessa carrozza al mattino.

Un giorno, erano passati circa 6 mesi dal rifiuto dell’uomo del treno a uscire con me, ricevetti una sua e-mail….”

Stay tuned Glancers! C’è ancora tanto da scoprire su questo appassionante racconto!

Scriveteci anche voi tutte le vostre storie a loveglance@cityglance.it! La prossima domenica potreste essere voi i protagonisti di Loveglance!