Nella metropolitana di New York ci sono oltre 550 tipi di batteri tra cui anche la peste bubbonica e l’antrace.

Per la prima volta, i ricercatori del Weill Cornell Medical College hanno analizzato il DNA dei batteri delle 466 stazioni della metropolitana della Grande Mela.

Hanno trovato materiale da ben 15,152 specie differenti, la maggior parte innocua e non identificata. Circa metà del DNA, tuttavia, apparteneva a batteri e nessuna stazione era uguale ad un’altra in quanto agenti patogeni.

Il Wall Street Journal ha creato una mappa interattiva in cui vengono identificati i batteri a seconda delle fermate e zone della città:

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Ogni giorno, 5,5 milioni di pendolari alimentano la metropolitana di batteri provenienti dal cibo che mangiano, dagli animali o dalle piante che portano, dalle loro scarpe, i loro starnuti o semplicemente perché non si lavano le mani.

In 18 mesi di ricerca sono stati trovati germi che causano la peste, la meningite, problemi di stomaco e infezioni resistenti all’antibiotico.

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In tutto sono state trovate 562 specie di batteri dal DNA raccolto nelle stazioni di New York, delle quali 67 (circa il 12%) sono associate a malattie come lo Streptococcus suis, collegato a meningiti e setticemie, lo Staphiloccoccus aureus, che causa infezioni alla pelle e al sistema respiratorio o lo Aerococcus viridans, associato a infezioni del tratto urinario.

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Con la raccolta di questi dati e di quelli futuri, i ricercatori sperano di poter trovare nuovi modi per tracciare gli agenti patogeni e quindi sorvegliare la diffusione di possibili infezioni contagiose quali l’Ebola o gli attacchi bioterroristici.

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Attualmente i ricercatori spiegano che la presenza di una tale quantità di batteri non è allarmante e non ci sono indizi per i quali questi patogeni siano correlati ad una particolare diffusione di malattie o infezioni né hanno una concentrazione che possa rappresentare un rischio per la salute umana.

Essi testimoniano, invece, la capacità del nostro sistema immunitario di adattarsi e convivere con l’ambiente che ci circonda

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Se volete saperne di più consultate l’articolo del New York Times al seguente link: Big Data and Bacteria: Mapping the New York Subway’s DNA